Call x articoli "treatment"

Odg Magazine produce articoli di cinema di lungo respiro, non semplici recensioni. Non interessa tanto dare un'opinione personale su tale film, né un'interpretazione filosofica, ma di raccontare una storia, sul modello del long-form o della feature story. Si tratta di prendere in esame un aspetto del cinema – non necessariamente di tendenza ma interessante per qualche ragione – da una prospettiva ampia, aperta anche a tutto ciò che circonda i film (le ispirazioni, la tecnologia, la politica, le audience, le vicende personali o produttive). L'autore dell'articolo conosce bene il tema che tratta. Però non si rivolge solo a specialisti o fan, ma anche a un pubblico "generalista" (pensare al New Yorker, non a Mediaset). Nei migliori casi, riesce a comunicare qualcosa che è passato finora inosservato: il rapporto tra certi film, una collaborazione professionale, un nuovo genere, una tendenza all'uso di determinate attrezzature di certe inquadrature. Non scrive solo per giudicare, per valutare, per fare pubblicità o notizia: in un panorama comunicativo schiacciato sulla polemica, vogliamo dare nuovo spazio al racconto e alla scoperta.

Lo stile è semplice e chiaro, la sintassi e il lessico non sono inutilmente ricercati, aggettivi e avverbi non sono ridondanti. Però c'è precisione nei termini usati. L'articolo è basato su fatti, testi, documenti, immagini esistenti e oggettivi. Da lì scaturisce un'immaginario affascinante, ad esempio spiegando il mondo di un autore controverso o i riferimenti culturali di un certo genere cinematografico. Ma rimane concreto e soprattutto visivo, sia con parole che descrivono che con immagini che spiegano.

I temi non sono vincolati da spazio e tempo particolari. Anzi, si spazia dalla storia della tecnologia alla mitologia contemporanea, dalla biografia all'economia, dallo stile cinematografico alla giurisprudenza, dalla controcultura al blockbuster, dai diversi luoghi di fruizione al set, dal laboratorio degli effetti speciali a quello del restauro.

Il pezzo è oggettivo ma non accademico né manualistico, generalista ma non asettico, perché condivide un immaginario sempre in qualche modo connesso all'interesse dell'autore, e quindi potenzialmente di chi lo legge. La prospettiva personale, anziché apparire come opinione o giudizio, viene espressa dalla scelta del tema, dalle connessioni che vengono stabilite, dagli esempi scelti come significativi, dalla propria conoscenza. Per il lettore, è un'esperienza di scoperta. Per questo ci sono le immagini, i link (video, articoli), i possibili riferimenti all'attualità (es. cosa rimane di quell'immaginario storico), ecc.

Inviare un abstract di 5/6 righe a odgmagazine@gmail.com con un'idea di articolo strutturata e sostanziata, in modo che siano già evidenti l'originalità e la fattibilità del tema. L'idea sarà discussa per email prima di essere accettata e procedere alla stesura completa.

Norme redazionali
Lunghezza articolo completo: 8 000 - 25 000 battute
Riferimenti: Non ci sono note a fine articolo. Quando si cita un libro basta il link sul titolo che rimanda alla casa editrice. Non serve un riferimento per ogni affermazione. Se il libro è importante, allora si può introdurlo discorsivamente. Se è un articolo scientifico, link al database o al sito della rivista. Articoli generalisti, video e quant'altro si mette il link alla fonte originaria.
Formato: file word, Times New Roman 12, citazioni lunghe in blocco separato, quelle corte tra virgolette basse («»), corsivi sulle parole straniere, ma solo quelle che non sono ancora di uso comune, e sui titoli dei film (o di libri). L'editor fa delle correzioni con word e lo rimanda all'autore.
Immagini: se possibile una ogni 2500/3000 battute circa (spazi inclusi), grandi (min 1920x1080). Sono accettate foto, scansioni, frame di film, foto d'epoca, foto di produzione (da imdb o pressbook), grafici con i dati, paesaggi, ritratti di persone citate. Nel testo basta scrivere "FIGURA 1" nel posto dove si vuole l'immagine, con l'indicazione del copyright se necessario e della didascalia (solo se strettamente necessaria). Al posto di un'immagine va bene anche un video: in quel caso mettere direttamente il link al posto di FIGURA 1.
Inviare le immagini a parte e chiamarle FIGURA 1, FIGURA 2, ecc più un'immagine per l'anteprima (va bene più piccola) e una di copertina (più grande possibile).

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